Cartosio il 20 settembre 2021.

 

Quando Roberto Beccaglia mi ha comunicato che Bruno era mancato non credevo alle sue parole.

Mi è occorso un po’ di tempo per prenderne atto per una ragione soprattutto psicologica: Bruno Morena impersonava nel mio inconscio immaginario la vitalità, la voglia di vivere, la vivace condivisione del rapporto personale.

Invece, un destino cinico e baro ha voluto che noi siamo qui oggi qui a ricordarlo.. non senza disagio.

Avevo una serie di episodi da raccontargli del mio soggiorno rurale in Sudamerica ma, al contrario, sono qui a parlare di Bruno Morena che non c’è più, sia come amico sia in rappresentanza dell’associazione della quale era vicepresidente nazionale  per le provincie del Nord.

Ed il piano personale e quello istituzionale si confonderanno  in questo mio breve ricordo anche perché il gruppo dirigente di cui Bruno faceva parte era accomunato prima ancora che dalla elezione assembleare da uno speciale rapporto umano..

Sì, perché Bruno faceva parte a pieno titolo dell’avanguardia interna di Ekoclub International…

Non è casuale l’uso dell’espressione avanguardia interna, tratto dalle collettive pulsioni che hanno caratterizzato il dibattito sociale degli anni ‘70 a cui Bruno ha partecipato nella turbolenta Torino… e credo che questo riferimento culturale farà piacere al suo Spirito..

Non mi sono confuso facendo riferimento allo Spirito pur consapevole che chi lo ha conosciuto obietterà che Bruno non credeva….

Non ne sarei così certo.. e lo posso dire perché nei lunghi viaggi che facevamo assieme uno degli argomenti era quello religioso..  Sì con Bruno si parlava anche di religione,  tema che ha occupato in specifico quasi tutto un viaggio del luglio scorso di ritorno dal Parco del Partenio, l’ultimo che abbiamo condiviso… che l’arrivo a destinazione non ha consentito di completare lasciando aperti alcuni temi fondamentali sui quali la sorte ha voluto che non ci potessimo di nuovo confrontare.

Quale che sia l’opinione di ognuno di noi sull’esistenza dello Spirito, sulla sua natura,  immanente o  metafisica, una cosa è certa: la vitalità di Bruno Morena, la sua generosità, la sua disponibilità, la sua lealtà rimarranno a lungo nei nostri pensieri ben oltre questo mesto appuntamento.

Sì,  perché Bruno aveva tutte queste qualità ed era a livello associativo un nostro punto di riferimento soprattutto nelle scelte fondamentali, tant’è che il Consiglio Nazionale di Ekoclub, nei giorni scorsi, ha deliberato una dedicazione permanente a suo nome.

A voi che gli siete legati da vincoli di sentimento e di sangue dico senza enfasi e senza retorica che dovete essere orgogliosi di essere stati legati a Bruno.

La sua consapevolezza ambientalista, le sue passioni cinegetica e micologica erano un tutt’uno in armonia con le attività di beneficenza che svolgeva in favore di ragazzi disabili che accompagnava in escursioni agrodidattiche:  Bruno, prima ancora di essere uno stimato dirigente venatorio e già prima di essere un dirigente di Ekoclub era anche stato una guardia ecologica superando in gran carriera gli esami per la qualifica.

Sì, perché Bruno ha costellato la propria carriera, professionale e non,  di obiettivi raggiunti, siano essi del mondo dei trasporti o del sindacato o dell’associazionismo.

Come metodo personale, Bruno Morena addentava un problema e lo risolveva  tanto nelle cose importanti come in quelle minori.

Ricordarlo oggi- vi ripeto-  assume per me un significato più profondo di un tributo alla comunanza associativa.

Confrontando i rispettivi trascorsi,  avevamo vissuto esperienze analoghe:

la formazione nella sana provincia, le simili attività economiche delle nostre famiglie, la recente scomparsa delle nostre rispettive madri… Bruno era molto legato alla sua mamma come lo ero io..   la  malattia.. la chemioterapia.. le ingiustizie subite e riscattate alla grande dai fatti e dalle istituzioni..

Peripezie che Bruno Morena  aveva affrontato  da uomo vero… Sì, perché Bruno occupava a pieno titolo la prima classe della graduatoria del “Giorno della Civetta”.

In un mondo pieno di mezzi uomini, ominicchi, ruffiani e quaquaraquà, voi familiari potete, senza tema di smentita,  affermare che il vostro congiunto era  un UOMO.

Unitamente ai dirigenti più impegnati

abbiamo vissuto irripetibili esperienze associative fatte di decisioni importanti nel bel mezzo delle quali si trova ora la nostra associazione e -confesso- non so se, senza Bruno, potremo uscire agevolmente dal guado.

Ma non posso non ricordare anche momenti per dir così goliardici nel segno dell’amicizia, della onesta complicità,  dell’apprezzamento della vita sociale.

Oggi, qui, nella sua Cartosio, dove più volte, invitato, mi sono intrattenuto anche con la sua compagna  Nadia Ciprotti e per mezzo di WhatsApp con suo figlio Alberto, ho apprezzato il suo speciale senso di ospitalità  degno delle antiche Culture.

Oggi, qui, in questa piazza, sia come sia, sono personalmente certo che  aleggia il suo spirito buono e generoso che mi rifiuto di pensare sia svanito come un effimero arcobaleno.

Quindi in alto i labari in onore alla sua amicizia, alla sua lealtà, alla sua competenza, dalla sua vitalità, alla sua simpatia, alla sua generosità, alla sua forza d’animo..

Bruno sei fra noi… il tuo ricordo non ci abbandonerà..

Grazie.