Archivio mensile: Gennaio 2021

Pet therapy: gli animali a supporto della medicina

L’animale non giudica, non rifiuta, si dona totalmente, stimola sorrisi, aiuta la socializzazione, aumenta l’autostima e non ha pregiudizi.

La storia evolutiva della specie umana è stata sempre accompagnata dalla presenza di animali, in origine  per usi pratici,  e col tempo anche per affezione. Il termine “Pet Therapy”, rende bene l’idea di quanto  sia cambiato il ruolo dell’animale nella società odierna che lo vede sempre più protagonista  nella vita dell’uomo. Il termine pet therapy è stato coniato dallo psichiatra americano Boris Levinson nei primi anni ’60 e letteralmente significa  “terapia dell’animale da affezione”. Si tratta di una pratica di supporto ad altre forme di terapia tradizionali che sfrutta gli effetti positivi dati dalla vicinanza degli animali domestici a una persona. Non possiamo definirla medicina alternativa, ma è un valido sostegno alla medicina ufficiale che la considera uno  dei percorsi più adatti per gli anziani, bambini e ragazzi affetti da autismo o altre forme di disabilità mentale e fisica. In Italia statisticamente è la dog therapy  protagonista indiscussa nelle sessioni terapeutiche, confermando il profondo legame dell’uomo con il suo fedele amico. I cani infatti sono in grado di leggere il linguaggio corporeo dell’uomo e di percepirne lo stato emotivo attraverso le sue secrezioni ormonali: ansia o preoccupazione, paura o tristezza. Non finisce qui: percepita un’emozione nel soggetto, i cani reagiscono con  vivacità, gioco, contatto fisico, coccole e calore. Tutto questo provoca nel paziente sensazioni nuove, piacevoli e inaspettate: infonde coraggio, stimola a tornare a socializzare e a riscoprire serenità e allegria, una sintonia fautrice di guarigione. Nel resto d’Europa invece l’amore per i cavalli ha portato ad un notevole incremento dell’ippoterapia: questa viene prescritta quale percorso terapeutico per tutte quelle patologie che incidono negativamente sulla sfera relazionale e comunicativa dell’individuo, come l’autismo o la sindrome di Asperger. E’ prescritta altresì per la sindrome di Down e la paralisi cerebrale infantile. Secondo gli esperti la terapia avrebbe un risvolto positivo anche per l’animale  coinvolto che non soffre di stress o malesseri di alcun genere, anzi è  felici di aiutare gli umani a ritrovare serenità e benessere.

M.G.