Dal Polo Sud un’ ulteriore conferma del riscaldamento globale.  +17,5°C e una forte riduzione dei ghiacciai registrata soprattutto negli ultimi 12 anni potrebbero essere sintomi di un inasprimento del riscaldamento globale.

Roma 14 Marzo 2017 – –  Il  Comitato  Mondiale di Meteorologia (WMO) ha recentemente annunciato i nuovi record registrati dalle temperature nella regione antartica, nell’ambito dei continui sforzi per ampliare il database delle condizioni estreme che si manifestano nel globo terrestre. Va sottolineato che il record diffuso dal WMO, lo scorso 1 marzo, risale al 24 marzo 2015 quando alla base antartica permanente di Esperanza, gestita dall’Ejército Argentino venne registrato un +17,5°C.

Per intercettare un dato ancor più elevato occorre risalire al 30 gennaio 1982 sull’isola di Signy (Isole Orcadi Meridionali), che però rientra in quella che i geografi identificano “Regione Antartica” (quindi non “Continente antartico) poiché si trova oltre il 60esimo parallelo, dove nell’occasione il termometro si fermò a 19,8°C.  Per la cronaca, la temperatura più bassa registrata da misurazioni a terra per la regione antartica e per il mondo intero, è stata -89,2 ° C (-128,6 ° F) rilevata alla stazione di Vostok il 21 luglio 1983. Insomma, in barba alle rigide temperature del recente gennaio in Europa, sembrerebbe proprio che il riscaldamento globale sia effettivamente in atto, almeno a osservare le metamorfosi climatiche che nel polo sud si stanno manifestando, in termini di temperature ma anche e soprattutto per estensione e consistenza dei ghiacci.

Esteso per  14 milioni di km2 (circa il doppio delle dimensioni di Australia), l’Antartide è freddo, ventoso e secco. La temperatura media annuale varia da circa -10 ° C sulla costa antartica a -60 ° C nel più profondo interno. Il suo immenso strato di ghiaccio è spesso fino a 4,8 km contiene il 90% di acqua dolce del mondo, sufficiente per alzare il livello del mare di circa 60 metri dovesse sciogliersi completamente. La Penisola Antartica (la punta nord-ovest vicino al Sud America) è tra le regioni  del pianeta che registra il riscaldamento più veloce del pianeta, quasi 3 ° C nel corso degli ultimi 50 anni. All’incirca l’87% dei ghiacciai della costa occidentale della penisola Antartica si sono ritirati negli ultimi 50 anni ma con un’accelerazione molto più rapida registrata negli ultimi 12 anni.

Le indagini svolte dal WMO hanno l’obiettivo, non solo di tenere sotto osservazione una zona particolarmente sensibile, ma anche per migliorare la qualità delle osservazioni stesse  e selezione le attrezzature più adeguate.

Antica mappa dell’Antartide

“La necessità di monitorare costantemente tutta la peraltro vasta zona antartica non ha un’importanza solo di scala regionale ma dispiega i suoi effetti scientifici su tutto il Globo e, per quel che non sfugge agli incalliti antropocentrici di Ekoclub International, anche alle future generazioni della specie umana quantunque ad oggi gli effetti non possano ancora dirsi catastrofici”, ha ricordato il Presidente Fabio Massimo Cantarelli prendendo le mosse dal commento di Randall Ceveny, relatore sul Clima e Meteo estremi del WMO, che ha raccomandato che vengano registrati i migliori dati possibili per effettuare la più precisa analisi possibile dei cambiamenti climatici sia su scala regionale che globale”.