Questioni energetiche, bolle informative e paraocchi (2)

Di Costantino De Contrariis – Roma 27 marzo 2017 –

Errore 2: smettere di usare i combustibili fossili è una necessità pressante ed impellente Quando si parla di “farla finita” con carbone, gas e petrolio (le fonti energetiche fossili) si dà purtroppo per scontato che si debba smettere necessariamente di utilizzarli.

Sembra quasi che stiamo per smettere a momenti, che sia ineluttabile. In realtà non esiste alcuna necessità pressante ed impellente per fermare l’uso dei combustibili fossili. Al contrario, avere e/o utilizzare combustibili fossili è tuttora una precondizione per la generazione di ricchezza – è un dato di fatto, poco importa che cosa i fan delle tecnologie energetiche alternative sostengano.

I Paesi cosiddetti in via di sviluppo, in particolare, si stanno tirando fuori dalla povertà in gran parte (anche se, per fortuna, non del tutto) con gli stessi mezzi che hanno usato in precedenza i Paesi cosiddetti sviluppati: utilizzando le fonti di energia più economiche, più affidabili e disponibili, vale a dire perlopiù carbone, gas e petrolio.

Certo, questo potrebbe significare che Paesi poveri e Paesi ricchi finiranno per essere duramente colpiti dalle devastazioni del “clima che cambia e cambia male”. Ma il problema qui ed ora è che nella mente dell’utilizzatore medio di combustibili fossili i vantaggi dell’utilizzo odierno annientano i rischi di un domani. D’altro canto paradossalmente è molto difficile trovare un dibattito sull’energia dove non si assuma, almeno tacitamente, l’esistenza di una sorta di necessità imposta dall’esterno in grado di garantire che l’uso di combustibili fossili si fermerà. Il più delle volte senza neppure distinguere tra i diversi utilizzi possibili: combustione per produrre calore o elettricità, produzione di derivati per l’industria chimica, ecc.

Pertanto, quando si afferma che non possiamo continuare a bruciare “dinosauri morti” per sempre, non si dovrebbe dimenticare che molto probabilmente siamo in grado di farlo fino a ben oltre il punto di non ritorno fissato dagli “esperti”, ossia anche dopo avere “demolito” il sistema climatico del pianeta Terra – date le riserve ad oggi note, la crescente domanda di energia, ecc. In altre parole stiamo dando per scontato qualcosa che non lo è affatto.

I dibattiti sull’energia sono completamente contaminati da questo errore basilare.

Assistiamo ad interminabili discussioni tra sostenitori della tecnologia alternativa A e sostenitori della tecnologia alternativa B come se fossero eredi con l’eredità già in tasca.

Ma il vecchio re non è morto!

Per quanto si scrutino le statistiche del settore energetico, come fossero una cartella clinica, in nessun modo il vecchio malato appare moribondo. I combustibili fossili rappresentano ancora circa l’85 per cento della fornitura globale di energia, più o meno come negli anni 90 del secolo scorso, quando abbiamo incominciato a preoccuparci per i cambiamenti climatici. Continua…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

dodici + sette =